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Vera fotografia. Reportage, immagini, incontri

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Vera fotografia è il libro che presenta, attraverso un percorso tematico e filologico insieme, una selezione di alcune delle opere di Gianni Berengo Gardin che hanno raccontato un’epoca e costruito una visione: dalla Venezia degli anni Cinquanta (la sua città) fino alle fotografie più recenti dedicate alle Grandi Navi sulla Laguna.

Vera fotografia è il timbro che autentica il retro di ogni stampa fotografica di Gianni Berengo Gardin. Ma soprattutto la chiave per farci comprendere quanto le sue immagini siano “vere” e non illustrazioni, come direbbe lui. Non frutto di elaborate manipolazioni, ma frammenti di realtà colti da uno sguardo attento e partecipe.

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Gianni Berengo Gardin
9788869656576

25x25 cm
64 pagine
258 fotografie in b/n
brossura

Introdotto da un testo di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, il libro raccoglie ventiquattro fotografie scelte e commentate da alcuni testimoni eccellenti dell’opera di Berengo Gardin (intellettuali, colleghi, registi, architetti…).

Sfogliando le pagine di Vera fotografia, non stupisce vedere che Salgado chiami Berengo Gardin semplicemente Gianni, che lo definisca “il fotografo dell’uomo” e che tra tutte le sue foto scelga come emblematica quella di una famigliola operaia nella Parigi anni Cinquanta. E non stupisce neanche che un sociologo come Domenico De Masi veda nell’immagine di operai visti di spalle e diretti in fabbrica una contemporanea versione del Quarto stato di Pellizza. Né stupisce infine che importanti intellettuali, artisti, pensatori si riconoscano tutti nelle immagini di Berengo Gardin, ognuno con un suo sguardo, che produce inevitabilmente altri sguardi in un moltiplicarsi di visioni, racconti, riflessioni, analisi su quel che siamo e quello che eravamo. L’orrore dei manicomi in cui si riflette la lucida analisi di Marco Bellocchio, la bellezza di un edificio in costruzione che incanta Renzo Piano, il realismo magico dei bimbi che commuovono Carlo Verdone, i riflessi nei vetri di un vagone ferroviario che confondono in dissolvenza volti di donne e scatenano un racconto di Alina Marazzi sono solo alcuni esempi delle reazioni che l’istante catturato dal suo obiettivo provoca in ogni spettatore.

 

Il mondo di Berengo Gardin è il nostro mondo. Per questo è stato chiesto a registi e artisti diversi per indole e ricerca di osservarlo, così come è stato chiesto ai colleghi/fotografi/ amici di decifrarne il mestiere, mentre celebri architetti lanciano il loro sguardo sullo spazio e sulla costruzione delle sue fotografie. Vera fotografia raccoglie quindi ventiquattro significative testimonianze che arrivano da mondi, discipline e generazioni diverse a conferma della forza visiva e della perenne attualità di un’opera che non è solo documentazione ma Storia a tutti gli effetti.

 

Completano il volume una biografia approfondita di Gianni Berengo Gardin e sei sezioni tematiche che mettono insieme gruppi di fotografie accompagnate da relativi testi del fotografo (Venezia, Milano, Il mondo del lavoro, Manicomi, Zingari, La protesta, Il racconto dell’Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo, Dai paesaggi alle Grandi Navi.)

 

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 250) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha pubblicato di recente Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati dal maestro della fotografia (oltre 250), Manicomi (2015) e Venezia e le Grandi Navi (2015). L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

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