Messa a fuoco: Diario Ucraino di Lorenzo Tondo e Alessio Mamo

Pubblicato il : 03/05/2024 17:01:15

Diario ucraino è un volume a quattro mani che assume un carattere unico nel panorama editoriale contemporaneo, un reportage dal valore storico per la portata dei suoi interpreti, la completezza del loro lavoro e la qualità delle loro testimonianze. Così come Robert Capa e John Steinbeck negli anni Cinquanta, Lorenzo Tondo, giornalista di The Guardian, e il fotografo Alessio Mamo hanno lavorato a quattro mani: il loro è un equilibrio di parole e foto che non si sovrappongono, non collidono, non si amplificano, ma si completano. 
All'interno nel libro, la sezione Cronologia di una guerra ripercorre gli eventi che si sono susseguiti a partire dal febbraio 2022 e fino al gennaio 2024, destinati a segnare per sempre un intero popolo, e anche tutti noi.

 


Cronologia di una guerra

Febbraio 2022
Nella notte tra il 23 e il 24, pochi minuti prima delle 5, il presidente
russo Vladimir Putin annuncia l’inizio “di un’operazione
militare speciale” per “demilitarizzare e denazificare”
l’Ucraina. È l’inizio della guerra. Nei giorni successivi si registrano
violenti combattimenti intorno a Kyiv.

Marzo 2022
Inizia il calvario di Mariupol. Decine di migliaia di persone
rimangono bloccate in città, mentre i russi avanzano distruggendo
case e ospedali.
Tra il 2 e il 3, Mosca annuncia la presa di Cherson.
Le forze russe invadono diverse città a nord di Kyiv tra fine
febbraio e inizio marzo.
4 – I russi occupano la centrale nucleare di Zaporižžja, la più
grande del paese. Proseguono gli attacchi sulle altre città.
9 – Mosca continua l’avanzata con i suoi soldati, che ora si trovano
a un passo dalle città di Charkiv e Mykolaïv.
13 – Esplosioni a Leopoli. Viene lanciato un attacco aereo sulla
base militare ucraina vicino al confine polacco.
14 – La Russia bombarda l’aeroporto Antonov di Kyiv. Missili
anche sulla base di Yavoriv, a venti chilometri dal confine della
Nato.
23 – I russi continuano l’avanzata nel Doneck.
A fine marzo lo stato maggiore russo annuncia il “parziale
ritiro” delle sue truppe dal Nord di Kyiv.

Aprile 2022
All’inizio del mese, le prime fosse comuni con centinaia di cadaveri
emergono a Buča e Borodjanka. Comincia ad affacciarsi
l’ipotesi di un tribunale internazionale per i crimini di guerra
russi. Un missile russo centra la stazione di Kramatorsk, nell’oblast
di Doneck. Muoiono 63 civili e 150 rimangono feriti.

Maggio 2022
Il 20 a Mariupol le truppe ucraine si arrendono a Mosca.

Giugno-luglio 2022
Vladimir Putin continua l’avanzata nel Donbass. Il 25 giugno
cade Sjevjerodoneck, seguita da Lysyčansk. L’intera regione di
Lugansk è ora nelle mani dei russi.
Il 27 giugno, alle ore 15:52, un missile a lungo raggio Kh-22,
scagliato a una velocità superiore a quella del suono, si abbatte
su un centro commerciale a Kremenčuk, nell’Ucraina centrale,
riducendo l’edificio a un cumulo di macerie. Muoiono almeno
20 persone.

Settembre 2022
La controffensiva ucraina continua a recuperare terreno a
Charkiv, sorprendendo le truppe russe che si aspettavano un
attacco a sud. Kyiv riconquista oltre 500 insediamenti e 12.000
chilometri quadrati di territorio nella regione.
Vengono liberate le importanti città di Balaklija, Kupjansk
e soprattutto, il giorno 10, Izjum, considerata la porta del
Donbass.
Il giorno dopo la liberazione di Izjum, nei boschi intorno al
centro abitato viene ritrovata una gigantesca fossa comune
dove sono stati seppellite oltre 440 persone. La maggior parte
sono civili e molti di essi mostrano segni di torture.

Ottobre 2022
La Russia è in difficoltà e ammette il ritiro da Lyman.
Novembre 2022
L’11 le truppe di Kyiv riconquistano la città di Cherson, situata
sulle rive del fiume Dnepr e considerata la più importante porta
d’accesso alla penisola della Crimea, costringendo Mosca
alla ritirata sulla riva orientale del fiume Dnepr.
Una serie di attacchi russi alle centrali elettriche del paese causa
lunghi blackout in tutta l’Ucraina mentre si avvicina l’inverno.

Dicembre 2022
Entrambe le parti in campo sono condizionate da una crescente
carenza di munizioni.

Gennaio 2023
Il giorno 2, bombardamenti ucraini nella base militare russa di
Doneck provocano la morte di quattrocento soldati.
Il 15 gennaio, una pioggia di razzi in Ucraina causa la morte di
40 persone a Dnepr, feriti anche bambini.
S’inasprisce la battaglia per la conquista di Bachmut, nella
regione di Doneck, dove prima della guerra i residenti erano
70.000. Ora ne rimangono meno di 3.000, tra cui 33 bambini.
Gli ucraini provano a contenere gli attacchi dei mercenari della
compagnia militare privata Wagner.
Il giorno 17 la Corte penale internazionale emette un mandato
di arresto contro il presidente russo Putin, per il crimine di deportazione
illegale di bambini. La Corte dell’Aia accusa Putin
di essere responsabile dei rapimenti di almeno 20.000 bambini
trasferiti con la forza dall’Ucraina alla Russia.

Maggio 2023
Il giorno 9 si svolgono in Russia le celebrazioni del Giorno della
vittoria. Putin tiene un discorso sulla piazza Rossa di Mosca,
in cui paragona l’attuale invasione dell’Ucraina alla Seconda
guerra mondiale, sostenendo che è in gioco la “sopravvivenza
della nazione” e che l’Occidente vorrebbe veder “cadere”
la 
Russia.

Giugno 2023
L’11, l’esercito ucraino riprende il controllo di tre centri abitati
nella regione di Doneck, uno dei territori dell’Ucraina orientale
occupati da Mosca durante l’invasione e annesso al territorio
russo con un referendum illegale che si terrà il settembre
successivo.
Il 23 scoppia la crisi interna alla Russia. Il leader della compagnia
Wagner, Evgenij Prigožin, accusa l’esercito russo di aver
bombardato un accampamento della Wagner, sostenendo che
“il male generato dai comandi militari di questo paese [la Russia]
deve essere fermato”.
Il Comitato nazionale antiterrorismo russo annuncia che è stato
aperto un procedimento penale per incitamento alla rivolta
armata contro Evgenij Prigožin, chiedendo “l’immediata cessazione
delle azioni illegali” da parte sua.
Il 24 i mercenari di Prigožin si ribellano. Il leader della Wagner
avanza con le sue truppe verso Mosca e sostiene di aver preso
il controllo di tutti i siti militari nella città di Rostov sul Don;
i suoi convogli militari procedono praticamente indisturbati
fino a meno di duecento chilometri da Mosca.
Si raggiunge un accordo tra la compagnia Wagner e la Russia –
mediata dal presidente della Bielorussia Aleksandr Lukašenko
– i cui termini non sono interamente noti. Evgenij Prigožin
“andrà in Bielorussia”.
Il 27, un missile russo colpisce una pizzeria nel centro di 
Kramatorsk dove erano presenti numerosi civili e giornalisti.
Muoiono 13 persone, inclusi diversi minori. Sessanta persone
rimangono ferite.

Agosto 2023
Il giorno 10, l’Ucraina ordina l’evacuazione di circa 12.000 civili
della città di Kupjansk per farli trasferire in aree “più sicure”
a causa degli ingenti bombardamenti.
Il 23, il capo della Wagner Prigožin è a bordo di un aereo
privato che precipita a nord di Mosca. La Russia conferma la
morte di Evgenij Prigožin, il cui corpo viene identificato tramite
il test del Dna. Il capo della Wagner ha pagato la rivolta
contro i vertici militari.
Nel frattempo, la tanto attesa controffensiva ucraina, che aveva
l’obiettivo di riconquistare i territori persi nel Donbass e arrivare
con una posizione di vantaggio al tavolo delle trattative
per porre fine alla guerra, va a rilento. Kyiv non ha fatto i conti
con i russi, che, prevedendo un contrattacco, per oltre un anno
hanno avuto tutto il tempo di fortificare le loro posizioni, tappezzare
di mine ogni metro quadrato di territorio e trincerarsi
dietro una seconda linea difensiva.

Settembre 2023
Aumentano gli attacchi ucraini sul territorio russo nelle città
di confine.
Proseguono anche gli attacchi aerei russi sull’Ucraina, che provocano
nuove vittime fra i civili e causano blackout in cinque
province.

Ottobre 2023
Dopo l’attacco di Hamas in Israele – e la conseguente risposta
dell’esercito israeliano che invade Gaza causando la morte di
decine di migliaia di civili – centinaia di giornali ed emittenti
televisive trasferiscono i loro corrispondenti di guerra da Kyiv
a Gerusalemme. Per la prima volta le notizie sulla guerra in
Ucraina iniziano a scemare dalle prime pagine dei giornali,
mentre emergono i primi segnali di una frattura tra la leadership
militare e civile nel paese.

Dicembre 2023
In Ucraina inizia a farsi sentire il peso della mancanza di militari.
Un problema che porterà il governo a un nuovo arruolamento
obbligatorio per rinvigorire un esercito ormai stanco
e decimato dagli attacchi. Le regole della coscrizione vengono
riviste. L’età della chiamata è abbassata a venticinque anni.
L’Ucraina dice di aver bisogno di altri 500.000 soldati.
Alle porte del Natale 2023, il fallimento della controffensiva
ucraina è praticamente ufficiale e costringe Kyiv ad arretrare
nei territori riconquistati per fortificare a sua volta la difesa,
blindare i confini caldi e impedire un ulteriore avanzamento
dei russi, che continuano a bersagliare le città con missili a
lungo raggio e droni.
Gennaio 2024
Il 10 gennaio, due missili russi S-300 colpiscono un hotel a
Charkiv, intorno alle 22:30. Era frequentato da giornalisti. I
feriti sono 11. Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato
gli attacchi.
Il 16 gennaio, l’Ucraina annuncia l’evacuazione obbligatoria
dei civili in oltre venti località vicine alla linea del fronte nella
regione orientale di Charkiv, dove i russi minacciano un’avanzata.
Kyiv teme che Mosca punti a riconquistare le città liberate
dalle truppe ucraine nel 2022.
S’intensificano gli attacchi russi a Charkiv e Kyiv.

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