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Comizi d'amore

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A quarant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, esce in libreria Comizi d’amore, a cura di Graziella Chiarcossi e Maria D’Agostini, all'interno della collana In Parole. Questo libro presenta la trascrizione del film omonimo realizzato da Pasolini del 1963, arricchita dai documenti e dal materiale preparatorio, da un testo di Vincenzo Cerami e dalle fotografie di scena realizzate da Mario Dondero e Angelo Novi che seguirono il regista nella sua inchiesta in giro per l’Italia: una corale e lucida rappresentazione del nostro paese.

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Pier Paolo Pasolini
9788869656170

16x22,4 cm
200 pagine
80 fotografie in b/n
cartonato

Completano il volume alcune lettere frutto della corrispondenza di Pasolini con Cesare Musatti, Alfredo Bini e Lucio Settimio Caruso, due articoli sul film, firmati da Dario Argento e Michel Foucault, e un testo di Rosaria Gioia.

Il film Comizi d’amore nasce dall’inchiesta realizzata da Pasolini nel 1963 sugli italiani e la sessualità: una corale rappresentazione dell’Italia con contributi di intellettuali e le risposte che personalmente Pasolini raccoglie in strada, nei cortili, nelle spiagge, interrogando gente di diversa età e condizione sociale.

Comizi d’amore ha la forma dell’inchiesta giornalistica, di natura apparentemente sociologica. Si tratta di una lunga serie di interviste prese quasi a campione, sul modello dell’indagine statistica. La realtà è invece un’altra; far stridere tra loro, drammaturgicamente, poeticamente, due dati in conflitto: l’orgasmo e la cultura, o meglio il naturale, sacro amor profano e la sottocultura italiana di quegli anni.”

Vincenzo Cerami

“La gente risponde. Un turbinio, un caos, una babilonia di opinioni diverse. Le più ridicole, inconcepibili e contraddittorie. E ingenue, infantili, scandalizzate, apparentemente sensate, in realtà prive di ogni senso logico. La gente risponde. È chiaro che l’intelaiatura dell’inchiesta dovrà essere nettissima, quasi matematica: ma la realizzazione dovrà necessariamente essere la più inaspettata, la più imprevista, la più caotica possibile: secondo il grafico delle opinioni della gente sui problemi che essa pone.”

Pier Paolo Pasolin

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